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Dove l’Arte è Vita e il Teatro è Verità 

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FRANCESCO GUSMITTA 

ATTORE · REGISTA · AUTORE 

Dove l'Arte diventa verità

Corso Public Speaking Trieste – Francesco Gusmitta

Corso di Public Speaking 

PARLARE IN PUBBLICO NON SIGNIFICA RECITARE.

SIGNIFICA ESSERE PRESENTI.

Parlare davanti a un pubblico non significa imparare una parte o costruire un personaggio.
Significa conoscere il proprio corpo, la propria voce e il modo in cui entriamo in relazione con chi ci ascolta.

 

Il mio metodo nasce dall’esperienza teatrale e dal lavoro sulla comunicazione: postura, respiro, voce, sguardo, ascolto e gestione dell’attenzione diventano strumenti concreti per comunicare con maggiore chiarezza, sicurezza e credibilità.

Per professionisti, dirigenti, docenti, studenti e per chiunque debba trasformare la parola in uno strumento di lavoro.

IL METODO

Prima del discorso, c’è la persona.

 

Il Public Speaking non parte dal discorso, ma dalla persona.
Corpo, respiro, voce, sguardo e ascolto vengono allenati per costruire una comunicazione autentica, chiara e credibile.

 

Il percorso unisce strumenti del teatro, tecniche vocali e lavoro sulla relazione con il pubblico, senza trasformare chi parla in un attore.

 

L’obiettivo è semplice: essere ascoltati, compresi e ricordati.

 

 

PRESENZA · VOCE · RELAZIONE · PAROLA · IN AZIONE 

1. PRESENZA
 

Il corpo prima della parola

Donna durante un intervento di public speaking davanti al pubblico

Prima ancora di parlare, comunichiamo con il corpo.


Postura, respiro, mimica e portamento costruiscono la prima impressione e influenzano il modo in cui veniamo percepiti.


Imparare a riconoscere e gestire questi elementi significa diventare più consapevoli, credibili e presenti davanti a un pubblico.

2. VOCE

 

La voce non si alza. Si sostiene.

Relatore durante un intervento di public speaking davanti al pubblico

La voce è uno degli strumenti più potenti della comunicazione.


Non conta soltanto ciò che diciamo, 

ma come lo diciamo.

 

Respirazione, appoggio, tono, ritmo, pause e articolazione determinano la qualità dell’ascolto e la credibilità di chi parla.

 

L’obiettivo non è costruire una voce artificiale, ma liberare quella naturale, renderla più chiara, presente e capace di arrivare anche senza forzare.

 

Una voce sicura non urla: occupa lo spazio.

3. RELAZIONE

 

Comunicare non è parlare a qualcuno. È entrare in contatto. 

Francesco Gusmitta durante un incontro di public speaking e comunicazione

Ogni comunicazione efficace nasce da una relazione.
Non basta avere contenuti validi: bisogna saper creare ascolto, fiducia e coinvolgimento.

 

Lo sguardo, l’ascolto, il tempo della risposta, la capacità di leggere chi abbiamo davanti trasformano un messaggio in un’esperienza viva.

 

Parlare in pubblico significa anche questo: non riempire uno spazio di parole, ma costruire un ponte con chi ascolta.

 

Quando nasce la relazione, il pubblico smette di assistere e comincia a partecipare.

4. PAROLA

 

La parola non si pronuncia. Si incarna.

La parola non acquista forza perché viene detta più forte.
Acquista forza quando è sostenuta da un’intenzione.

 

Si può parlare a bassa voce e arrivare lontano, perché prima del suono esistono il pensiero, il respiro, il corpo, il silenzio e quell’energia invisibile che accompagna ciò che vogliamo realmente comunicare.

 

Nel Metodo della Bussola dell’Attore lavoriamo perché la parola non sia soltanto pronunciata, ma vissuta, orientata e consegnata a chi ascolta.

 

Una consonante può incidere, una vocale può trasportare, il respiro sostiene. Ma è l’intenzione a dare alla parola la sua direzione.

 

Anche il silenzio fa parte della parola: può prepararla, sostenerla, darle peso. Perché a volte ciò che precede una parola è più potente della parola stessa.

 

La parola, quando è incarnata, non ha bisogno di urlare. Arriva.

Relatore esperto durante un intervento su parola e comunicazione

5. IN AZIONE

 

Quando arriva il momento, devi esserci.

Tutto il lavoro precedente — presenza, voce, relazione e parola — trova il suo senso soltanto quando entra nella realtà.

 

Davanti a un pubblico non possiamo più nasconderci dietro la tecnica. Bisogna esserci: ascoltare lo spazio, sentire chi abbiamo davanti e trasformare ciò che abbiamo preparato in un’azione viva.

 

Nel Metodo della Bussola non ci si muove, non si parla e non si tace per riempire uno spazio. Ogni gesto, ogni parola e ogni silenzio devono avere una ragione.

 

La tecnica serve a prepararci; poi deve diventare così nostra da non essere più visibile. È lì che comincia la prova vera: rimanere presenti anche quando arriva l’emozione, l’imprevisto, uno sguardo del pubblico o un momento di vuoto.

 

Essere in azione significa non mostrare ciò che sappiamo fare. Significa esserci, davvero.

Donna durante un esercizio pratico di public speaking davanti al pubblico

A CHI È RIVOLTO

 

 

A professionisti, dirigenti, docenti, studenti, rappresentanti, persone chiamate a parlare davanti a un pubblico e a chiunque desideri trasformare la comunicazione in uno strumento più consapevole, autentico ed efficace.

UN PERCORSO SU MISURA

 

Il lavoro può essere organizzato in forma individuale, per piccoli gruppi, aziende, enti e istituzioni.
Ogni percorso viene costruito partendo dalle esigenze reali della persona o del gruppo. 

  LA TECNICA SERVE. POI DEVE SCOMPARIRE.

           Quando arriva il momento di parlare, devi esserci.